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PERLAGE

Spettacolo teatrale sulla figura di Madame Clicquot la "Grande Dame" dello champagne

di ELISABETTA MASTROMARINO

Inno alla vite, alla bevanda sacra agli dei, simbolo del mistero, della vita e dell’amore
attraverso una delle figure più importanti della storia dello champagne,
Madame Barbe-Nicole Clicquot-Ponsadin, conosciuta come la Veuve Clicquot.

Musiche originali
MICHELE PUCCI

Collaborazione artistica
FABIO ALESSANDRINI

Con
ELISABETTA MASTROMARINO
e MICHELE PUCCI

LO SPETTACOLO

Un monologo ricco di vitalità, di ironia e dal ritmo incalzante, in cui il vino è piacere, abbandono, ma anche storia, memoria.

Un viaggio nel tempo, in epoche solo apparentemente così lontane da noi.

In questo percorso che evoca guerre, amori, libertà, frontiere e giochi di potere, una scrivania può trasformarsi in nave, cantina, tavola di rémuage, letto, osservatorio...

Con l’entusiasmo e la semplicità di una bambina Mme Clicquot ci racconta il suo stupore di fronte alla bellezza e alla sensualità della vigna o alla magia delle bollicine.

Con la saggezza dell’esperienza rivive con noi le emozioni del suo percorso di donna amorevole, passionale e contemplativa, ma anche di imprenditrice tenace e sempre protesa al miglioramento.

Una donna controcorrente, forte e robusta ma anche delicata, come la vite.

Elisabetta Mastromarino

QUALCHE CENNO SU MADAME BARBE CLICQUOT ...


Nata a Reims il 16 dicembre 1777, figlia del Barone Nicolas Ponsardin, Barbe è amante della lettura, della matematica e dei calcoli a mente.
A 21 anni sposa François Clicquot, figlio di un banchiere, commerciante in stoffe e proprietario di vigneti.
Rimasta vedova all’età di 27 anni, contravvenendo al codice civile e alle regole borghesi dell’epoca, che vedono la donna in un ruolo subalterno all’ombra del proprio marito, Barbe decide di prendere in mano le redini dell’attività e della sua vita, e si investe, con tutte le forze, nel ruolo di madre e di imprenditrice.

Trasformare la piccola azienda vinicola in una grande "Maison", migliorare costantemente la qualità del vino e portare l’eleganza dei vini della Champagne al palato degli stranieri, questa è la sua sfida.
Grazie al suo grande amore per la vite, per il lavoro dell’uomo e per la natura, questa manager ante litteram si circonda di abili collaboratori e si lancia alla conquista dei mercati stranieri, tra cui le corti di tutta Europa.

Pioniera e innovatrice nel suo campo, crea la prima cuvée millesimata conosciuta nella Champagne e inventa la "table de remouage", rendendo il suo vino "limpido come acqua di rocca".
E’ sempre lei che, per prima, elabora uno champagne rosato, assemblando vini bianchi e rossi.

Coraggio, perspicacia, perseveranza, curiosità, lungimiranza, questo il bagaglio con cui la "Grande Dame de la Champagne" attraversa la sua epoca : guerre, lutti, rivoluzioni, blocchi continentali, giochi di potere, trasformazioni di ogni genere che in meno di un secolo hanno sconvolto l’Europa e il mondo.

Barbe morirà a Reims il 29 Luglio 1866 felice di aver vinto la sua sfida e realizzato il suo sogno.

Elisabetta Mastromarino

Mezzo soprano, ha studiato canto lirico con diversi insegnanti quali, tra gli altri, i Maestri Jone Palma Bagagiolo, Noris Businaro, Pierpaolo Sovran, Francesca Scaini, Béatrice Gaucet, Jean Baptiste Reichmuth. Clown di corsia.

Ha scritto e interpretato i concerti-spettacoli "Alla ricerca della gioia", "Ode alla Vite", "Les voix du silence". Da diversi anni, in Francia, collabora con Fabio Alessandrini, in qualità di cantante e interprete in spettacoli teatrali e musicali (fra gli altri, "Ces Petits mouvements du coeur", "La voix de l’arbre", "R d’Opera !", "Je te raconte". Ha partecipato alla realizzazione del film "Subimago" di Christophe Leclaire.
In Francia, ha insegnato la lingua italiana a dipendenti di imprese che hanno relazioni internazionali, a studenti delle scuole secondarie, come insegnante di complemento presso alcuni licei.

Attualmente collabora con la Ville de Compiègne per appuntamenti culturali e svolge attività di insegnamento legate alla voce e alle tecniche base di recitazione nelle scuole elementari, medie, superiori e nelle scuole specializzate per l’integrazione di bambini portatori di handicap (sordità, trisomia, autismo...).
Dal 2014 sperimenta e dà vita a spettacoli eventi costruiti sull’incontro fra le vibrazioni del gong, della voce e di strumenti musicali di varie culture.

Michele Pucci

All’età di 10 anni inizia lo studio del violoncello, sotto la guida di Mario Brunello. Dopo cinque anni lascia la pratica di questo strumento per cominciare a suonare, da autodidatta, la chitarra classica. A fine millennio, presa la decisione di diventare musicista professionista, si dedica allo studio della chitarra flamenca, collaborando con ballerine, chitarristi e “cantaores” della scena flamenca italiana e internazionale sia in concerto che in stages (Carmen Amor, Cristina Benitez, Reina La Blanca, Timo Lozano, La Chiqui, Christine Bauhofer, Angelo Giordano, Manuela Carretta, La Gitana Morena, Giancarlo Mellano, Giuliano Prada, etc etc.... ).

Attualmente collabora in particolare col quartetto etnofolk “La Frontera” con concerti in tutta Europa ; in trio, nell’ambito della musica tradizionale friulana, col "Progjèt Marilenghe" (Marisa Scuntaro, Lucia Clonfero) e col progetto crossover "Kythara" assieme a Enrico Milanesi e Francesco Bertolini ; in duo, col violinista folk Giulio Venier (duo "Dos Folks"), col mandolinista bluegrass Massimo Gatti (duo "Kujacoustic") e col chitarrista brasiliano Alberto Chicayban. Ha realizzato registrato con formazioni varie 17 CD fino ad oggi, due dei quali a suo nome. Sue composizioni sono state utilizzate in documentari e trasmesse in Radio RAI e Radio Vaticana.

Si dedica inoltre attivamente a progetti di propedeutica musicale per bambini e a spettacoli teatrali per bambini. Accompagna reading poetici e letture. Per quanto riguarda il Flamenco, collabora attivamente con varie formazioni in Italia ed all’estero, oltre a effettuare concerti da solista. Suona una chitarra flamenca "Thomas Guitars".


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